Quotidiano Giuridico
Rendicontazione condominiale, dal criterio misto alla nullità del rendiconto incompleto
15/05/2026 - Evoluzione giurisprudenziale: Cassazione n. 25446/2025 e Tribunale di Napoli n. 5802/2026 ridefiniscono il rapporto tra cassa, competenza e completezza documentale del bilancio
Videosorveglianza urbana integrata: come il Viminale unifica i sistemi di controllo cittadini
15/05/2026 - Arriva la spinta del Ministero dell’Interno verso la sinergia tecnologica tra sale operative comunali, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza
Da In Utero a Noi due sconosciuti: il diritto alle prese con la nuova genitorialità
15/05/2026 - Pma e dintorni, le storie raccontate da cinema e serie tv riaprono il dibattito sulla procreazione medicalmente assistita
IPSOA Quotidiano
Salario giusto e contrasto al caporalato digitale: l'audizione del CNDCEC
15/05/2026 - Durante l’audizione dinanzi alla Commissione Lavoro della Camera sulla conversione in legge del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale, il CNDCEC ha evidenziato che valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva maggioritaria (il c.d. "rinvio rafforzato") quale strumento per determinare il salario giusto ai sensi dell'<a target="_blank" class="rich-cod" title="art. 36" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/05AC00009904">art. 36</a> Cost., anche in funzione di contrasto al crescente dumping contrattuale, è una scelta politica chiara e apprezzabile. Durante l’audizione dinanzi alla Commissione Lavoro della Camera sulla conversione in legge del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale, il CNDCEC ha evidenziato che valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva maggioritaria (il c.d. "rinvio rafforzato") quale strumento per determinare il salario giusto ai sensi dell'art. 36 Cost., anche in funzione di contrasto al crescente dumping contrattuale, è una scelta politica chiara e apprezzabile.
Decreto fiscale verso la conversione in legge: la mappa delle novità
15/05/2026 - Il Senato ha approvato il disegno di legge (AS 1852) di conversione del decreto Fiscale (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 382026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001001334SOMM">D.L. n. 38/2026</a>), che passa ora all’esame della Camera dei Deputati. Con le modifiche apportate nel passaggio parlamentare il provvedimento, già molto articolato, si è ulteriormente arricchito. Tra le novità, si segnalano quelle relative al regime IVA delle operazioni permutative, al CPB e alla rottamazione quinquies. Di particolare rilevanza anche l’allentamento della stretta sui pagamenti della PA ai professionisti, che entrerà in vigore il 15 giugno 2026. Il Senato ha approvato il disegno di legge (AS 1852) di conversione del decreto Fiscale (D.L. n. 38/2026), che passa ora all’esame della Camera dei Deputati. Con le modifiche apportate nel passaggio parlamentare il provvedimento, già molto articolato, si è ulteriormente arricchito. Tra le novità, si segnalano quelle relative al regime IVA delle operazioni permutative, al CPB e alla rottamazione quinquies. Di particolare rilevanza anche l’allentamento della stretta sui pagamenti della PA ai professionisti, che entrerà in vigore il 15 giugno 2026.
ETS e raccolte fondi: quale regime fiscale per le operazioni a titolo oneroso?
15/05/2026 - Le offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori includono quelle effettuate a titolo oneroso e ciò consente di considerare anche le operazioni a prestazioni corrispettive escluse da IVA ed esenti da ogni altro tributo quando risultino poste in essere nell’ambito di raccolte fondi occasionali ed effettuate in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. È quanto si ricava dalla lettura sistematica delle disposizioni dettate dal Codice del Terzo settore, in coerenza con l’interpretazione resa dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1/E del 2026. Le offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori includono quelle effettuate a titolo oneroso e ciò consente di considerare anche le operazioni a prestazioni corrispettive escluse da IVA ed esenti da ogni altro tributo quando risultino poste in essere nell’ambito di raccolte fondi occasionali ed effettuate in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione. È quanto si ricava dalla lettura sistematica delle disposizioni dettate dal Codice del Terzo settore, in coerenza con l’interpretazione resa dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1/E del 2026.
CCNL in scadenza: nuove regole per tutelare salari e tempi di contrattazione
15/05/2026 - Il decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>) ha introdotto nuove misure per stimolare il rinnovo tempestivo dei CCNL in scadenza, al fine di garantire una continuità economica ai lavoratori. In particolare, sono previsti obblighi informativi per le parti sociali su aumenti retributivi, un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni in caso di mancato rinnovo del CCNL entro i primi 12 mesi successivi alla scadenza, nonché coperture economiche per il periodo di vacanza contrattuale. Attenzione però, le disposizioni contenute nell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 10" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337ART28">art. 10</a> del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a> si applicano ai contratti collettivi che scadono successivamente al 1° maggio 2026. Cosa succede invece per i contratti già scaduti a tale data e non ancora rinnovati? Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026) ha introdotto nuove misure per stimolare il rinnovo tempestivo dei CCNL in scadenza, al fine di garantire una continuità economica ai lavoratori. In particolare, sono previsti obblighi informativi per le parti sociali su aumenti retributivi, un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni in caso di mancato rinnovo del CCNL entro i primi 12 mesi successivi alla scadenza, nonché coperture economiche per il periodo di vacanza contrattuale. Attenzione però, le disposizioni contenute nell’art. 10 del D.L. n. 62/2026 si applicano ai contratti collettivi che scadono successivamente al 1° maggio 2026. Cosa succede invece per i contratti già scaduti a tale data e non ancora rinnovati?
Bonus assunzione ZES 2026: come si chiede
15/05/2026 - Definite le istruzioni per la fruizione del bonus assunzione nelle ZES. L’INPS, con la <a target="_blank" class="rich-legge" title="circolare n. 56 del 14 maggio 2026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001004320SOMM">circolare n. 56 del 14 maggio 2026</a>, ha infatti fornito le prime indicazioni operative dopo la pubblicazione del decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 3" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337ART18">art. 3</a> <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>). Nel documento di prassi, l’Istituto, oltre a ricordare le caratteristiche dell’esonero contributivo, indica i requisiti necessari per la fruizione e le modalità per la presentazione della domanda. Quali sono? Definite le istruzioni per la fruizione del bonus assunzione nelle ZES. L’INPS, con la circolare n. 56 del 14 maggio 2026, ha infatti fornito le prime indicazioni operative dopo la pubblicazione del decreto Lavoro 2026 (art. 3 D.L. n. 62/2026). Nel documento di prassi, l’Istituto, oltre a ricordare le caratteristiche dell’esonero contributivo, indica i requisiti necessari per la fruizione e le modalità per la presentazione della domanda. Quali sono?
Bonus assunzione donne 2026: come funziona, requisiti e domanda
15/05/2026 - Con la circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026 arrivano le prime istruzioni sul bonus donne 2026. Si tratta del nuovo sgravio contributivo introdotto dal decreto Lavoro 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>). L’Istituto ricorda la durata dell’incentivo, l’importo e le condizioni da rispettare, e indica la procedura, particolarmente articolata, per la presentazione della domanda, nonché gli adempimenti preliminari necessari per l’ammissione all’esonero contributivo. Con la circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026 arrivano le prime istruzioni sul bonus donne 2026. Si tratta del nuovo sgravio contributivo introdotto dal decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026). L’Istituto ricorda la durata dell’incentivo, l’importo e le condizioni da rispettare, e indica la procedura, particolarmente articolata, per la presentazione della domanda, nonché gli adempimenti preliminari necessari per l’ammissione all’esonero contributivo.
Esaminiamo l'impresa: per te il corso di autoformazione on line
15/05/2026 - La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali. La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali.
Penali legali e contrattuali: la gestione contabile e fiscale
11/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="circolare n. 13 del 2026 Assonime" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/29/ricavi-costi-smantellamento-indicazioni-fiscali-circolare-assonime">circolare n. 13 del 2026 Assonime</a> riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal <a target="_blank" title="D.M. 27 giugno 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/06/30/oic-34-coordinamento-disciplina-fiscale-ires-irap">D.M. 27 giugno 2025</a> di coordinamento tra <a target="_blank" class="rich-legge" title="OIC 34" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000943020SOMM">OIC 34</a> e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata. Con la circolare n. 13 del 2026 Assonime riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal D.M. 27 giugno 2025 di coordinamento tra OIC 34 e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata.
Bilancio 2025: al via la campagna depositi presso il Registro Imprese
08/05/2026 - Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1392015" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000818245SOMM">D.Lgs. n. 139/2015</a>. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite <a target="_blank" title="modello RAP" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/03/11/modello-rap-aggiornato-registrazione-verbali-distribuzione-utili-societari">modello RAP</a>. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1252024" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000969010SOMM">D.Lgs. n. 125/2024</a>. Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante D.Lgs. n. 139/2015. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite modello RAP. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal D.Lgs. n. 125/2024.
Transizione 4.0: effetti su investimenti, occupazione e produttività
14/05/2026 - Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi. Il Rapporto finale sul Piano Transizione 4.0, pubblicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia che nel periodo 2020–2023 le misure agevolative hanno sostenuto in modo significativo investimenti, occupazione e produttività. Ogni euro di credito d’imposta ha generato tra 1,5 e 2 euro di investimenti materiali nelle imprese beneficiarie, con effetti particolarmente rilevanti per micro e piccole imprese, che mostrano anche incrementi di produttività. Nel quadriennio sono stati maturati 35 miliardi di euro di crediti d’imposta, di cui l’80% riferito ai beni materiali 4.0. Le PMI hanno assorbito oltre il 60% delle agevolazioni. A livello territoriale, circa il 70% del credito è stato utilizzato da imprese del Nord (14,7 miliardi), mentre il Mezzogiorno ha beneficiato di circa 4 miliardi e il Centro di 3 miliardi.
Transizione Digitale ed Ecologica: in arrivo da SIMEST 800 milioni di euro per le imprese
14/05/2026 - SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane. SIMEST avvia un nuovo intervento da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla crisi nell’area del Golfo Persico e dall’aumento dei costi energetici. Le risorse, provenienti dal Fondo 394/81, sono rivolte alle imprese esportatrici e ai fornitori diretti di aziende esportatrici. Nell’ambito dello strumento “Transizione Digitale ed Ecologica” viene introdotta la linea “Energia per la Competitività Internazionale”, destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato di almeno il 10%. La misura prevede contributi a fondo perduto, finanziamenti fino al 90%, anticipi fino al 50% e durata fino a 8 anni. Contestualmente viene potenziato l’intervento per le imprese energivore, con condizioni migliorative su contributi, garanzie e capitalizzazione. Le domande sono presentabili dal 25 maggio al 31 dicembre 2026. L’iniziativa rafforza il ruolo di SIMEST nel supporto alla competitività internazionale delle imprese italiane.
Contributi agli istituti culturali 2027-2029: come fare domanda
14/05/2026 - Le istituzioni culturali hanno tempo fino al 4 giugno 2026 per chiedere l'ammissione ai contributi statali previsti dall'art. 1 della legge n. 534/1996. La domanda da presentare consiste nella richiesta di inserimento nella Tabella triennale 2027-2029 del Ministero della Cultura. Le richieste devono essere trasmesse esclusivamente on line sul portale della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura, accessibile con SPID. Quali sono i requisiti di ammissibilità? Le istituzioni culturali hanno tempo fino al 4 giugno 2026 per chiedere l'ammissione ai contributi statali previsti dall'art. 1 della legge n. 534/1996. La domanda da presentare consiste nella richiesta di inserimento nella Tabella triennale 2027-2029 del Ministero della Cultura. Le richieste devono essere trasmesse esclusivamente on line sul portale della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura, accessibile con SPID. Quali sono i requisiti di ammissibilità?
Florovivaismo: come cambia il settore con la riforma 2026 e quali sono le misure per le imprese
15/05/2026 - Nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026 è stato approvato in via preliminare il decreto legislativo attuativo della <a target="_blank" title="legge delega n. 102/2024" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2024/07/16/florovivaismo-delega-governo-valorizzazione-settore">legge delega n. 102/2024</a> sul florovivaismo. La riforma ridefinisce il comparto sotto il profilo agricolo, ambientale, energetico e organizzativo. Il punto centrale dell’intervento è il riconoscimento ufficiale dell’attività agricola florovivaistica, che viene finalmente inquadrata in modo organico all’interno dell’<a target="_blank" class="rich-cod" title="art. 2135" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/05AC00002042">art. 2135</a> del Codice civile. Ma vengono introdotti anche misure per l’efficientamento energetico delle serre e un sistema di valorizzazione delle produzioni basato su qualità, tracciabilità e sostenibilità. Grande attenzione viene dedicata inoltre alle professionalità del comparto, alla forestazione urbana e alle politiche di rigenerazione ambientale. Cosa cambia? Nel Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026 è stato approvato in via preliminare il decreto legislativo attuativo della legge delega n. 102/2024 sul florovivaismo. La riforma ridefinisce il comparto sotto il profilo agricolo, ambientale, energetico e organizzativo. Il punto centrale dell’intervento è il riconoscimento ufficiale dell’attività agricola florovivaistica, che viene finalmente inquadrata in modo organico all’interno dell’art. 2135 del Codice civile. Ma vengono introdotti anche misure per l’efficientamento energetico delle serre e un sistema di valorizzazione delle produzioni basato su qualità, tracciabilità e sostenibilità. Grande attenzione viene dedicata inoltre alle professionalità del comparto, alla forestazione urbana e alle politiche di rigenerazione ambientale. Cosa cambia?
Dazi USA e UE: quali sono gli effetti per le imprese italiane
15/05/2026 - Il presidente USA Trump ha concesso all’Unione Europea fino al 4 luglio 2026 per l’attuazione dell’accordo di Turnberry, dopo le intese con Ursula von der Leyen. L’intesa prevede che l’UE elimini i dazi sulla maggior parte dei beni industriali statunitensi e conceda un accesso preferenziale a una serie di prodotti agricoli e ittici USA, mentre Washington dovrebbe mantenere entro un tetto del 15% le tariffe doganali sulla maggior parte delle merci europee. Nel frattempo, la Corte USA del commercio internazionale ha bocciato il 7 maggio 2026 gli ulteriori dazi adottati ai sensi della Section 122 del Trade Act 1974, con un’aliquota del 10%. In questo altalenare di provvedimenti governativi e decisioni giudiziali, le imprese italiane navigano nell’incertezza. Qual è l’impatto sui loro rapporti commerciali con gli USA? Il presidente USA Trump ha concesso all’Unione Europea fino al 4 luglio 2026 per l’attuazione dell’accordo di Turnberry, dopo le intese con Ursula von der Leyen. L’intesa prevede che l’UE elimini i dazi sulla maggior parte dei beni industriali statunitensi e conceda un accesso preferenziale a una serie di prodotti agricoli e ittici USA, mentre Washington dovrebbe mantenere entro un tetto del 15% le tariffe doganali sulla maggior parte delle merci europee. Nel frattempo, la Corte USA del commercio internazionale ha bocciato il 7 maggio 2026 gli ulteriori dazi adottati ai sensi della Section 122 del Trade Act 1974, con un’aliquota del 10%. In questo altalenare di provvedimenti governativi e decisioni giudiziali, le imprese italiane navigano nell’incertezza. Qual è l’impatto sui loro rapporti commerciali con gli USA?
Trasparenza e sicurezza IA: le nuove linee guida dell'ACN
14/05/2026 - L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato le Linee guida sulla trasparenza dell’intelligenza artificiale, elaborate dal Gruppo di lavoro G7 sulla cybersicurezza per rafforzare la sicurezza lungo la catena di fornitura dei sistemi di IA. Il documento introduce indicazioni operative sullo SBOM per l’IA, definito come la “lista degli elementi essenziali” di un sistema, utile a garantire trasparenza, tracciabilità e gestione delle vulnerabilità. Le linee guida, frutto di una collaborazione tra ACN e l’agenzia tedesca BSI, mirano a migliorare l’accesso alle informazioni sui componenti e sulle dipendenze dei sistemi di IA, favorendo una più efficace gestione del rischio cyber. L’iniziativa, la prima nel suo genere, riflette il consenso tra esperti e decisori del G7 e dell’UE e segue la “Visione condivisa del G7 sullo SBOM per l’IA” del 2025. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato le Linee guida sulla trasparenza dell’intelligenza artificiale, elaborate dal Gruppo di lavoro G7 sulla cybersicurezza per rafforzare la sicurezza lungo la catena di fornitura dei sistemi di IA. Il documento introduce indicazioni operative sullo SBOM per l’IA, definito come la “lista degli elementi essenziali” di un sistema, utile a garantire trasparenza, tracciabilità e gestione delle vulnerabilità. Le linee guida, frutto di una collaborazione tra ACN e l’agenzia tedesca BSI, mirano a migliorare l’accesso alle informazioni sui componenti e sulle dipendenze dei sistemi di IA, favorendo una più efficace gestione del rischio cyber. L’iniziativa, la prima nel suo genere, riflette il consenso tra esperti e decisori del G7 e dell’UE e segue la “Visione condivisa del G7 sullo SBOM per l’IA” del 2025.
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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